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Berlino: diario di viaggio

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1° GIORNO

Si parte alle 6.45, e atterriamo a Berlino alle 8.20. Arriviamo alla metro, la coda per i biglietti ci porta via un bel po’ di tempo. Per entrare alla metro non ci sono tornelli, e quindi è facile non vedere l’obliteratrice. Menomale che timbriamo l’abbonamento, appena partiti esce allo scoperto un controllore (sono quasi tutti in borghese) e distribuisce multe salate a chi non ha timbrato. Non c’è modo di dissuaderlo, qui le regole si rispettano!

Ci colpisce subito il freddo pungente: è Ottobre, in Italia ci sono ancora 15° circa, mentre qui ce ne sono 7-8° in media.. menomale che abbiamo portato qualcosa di pesante!

Ci sistemiamo in albergo, un ostello da poche pretese nel Mitte. Il City Hotel 54 però ci ha permesso di spendere 50€ a notte per doppia, con colazione a buffet inclusa! La cosa più positiva (visto il freddo e le lunghe camminate) è che la metro è proprio di fronte all’albergo.. comodissimo! Per il resto, aspettatevi un trattamento da ostello.

Mangiamo da Salomon Bagel, all’interno di un centro commerciale, e MURO DI BERLINOdecidiamo di iniziare la nostra visita di Berlino da Postdamer Platz e Sony Center. Fuori dalla metro troviamo subito i resti del muro e i segni del suo percorso lungo il marciapiede. Incredibile pensare a quello che ha passato questa città, divisa letteralmente in due per anni. La zona è simbolo del rinnovamento che ha trasformato la città nella “Nuova Berlino” di oggi. Non è una vera e propria piazza, ma una zona fatta “risorgere” da alcuni architetti tra cui Renzo Piano, costituita da tre aree: Daimler City, Sony Center e Besheim Centre.  Sony Centre
Tra le attrazioni principali di Potsdamer Platz, oltre alla torre di Piano, sono il DaimlerChrysler Atrium, con uno spazio pubblico che ospita mostre l’arte, un autosalone e un bacino artificiale di acqua, il Sony Centre, con le sale cinematografiche e il museo del cinema tedesco, il centro commerciale Arkaden (di Richard Rogers), il cinema 3D, il teatro, il casinò e il palazzo Weinhaus Huth (vinerie Huth), l’unico palazzo della piazza che risale a prima della Seconda guerra mondiale.

Proseguiamo verso Topographie des Terrors, una straziante mostra all’aperto dove pannelli esplicativi raccontano le vicende del Terzo Reich. Qui un tempo sorgevano infatti il quartier generale della Gestapo e il comando centrale delle SS.

Holocaust MahnmalLeggendo la guida prima di partire ero molto curiosa di vedere l’l. Questa opera si trova a Sud della Porta di Brandeburgo, si tratta di 2711 blocchi di cemento rettangolari di varie dimensioni, posizionate su un terreno ondulato. Al primo impatto non è molto coinvolgente, ma camminare all’interno da angoscia e si può apprezzare meglio il progetto di questa opera. Dalla parte opposta al nostro ingresso troviamo un piccolo Museo dedicato alla persecuzione degli Ebrei durante il Terzo Reich: è gratuito, e conduce in un percorso commovente tra testimonianze e immagini.Porta di Brandeburgo

Riusciamo a scorgere la Porta di Brandemburgo, e così ci avviciniamo per qualche foto: maestosa e imponente, è emozionante trovarsi di fronte a questo monumento. Intorno ad essa ci sono artisti di strada e attori vestiti da soldati con cui scattare foto divertenti. Iniziamo a percorrere Unter Den Linden, il più bel viale di Berlino, 1.5km di negozi, palazzi, alberghi.

Decidiamo di spostarci verso Friedrichstraße, proseguiamo verso il Checkpoint CharlieQuartiere 205-206 e i suoi negozi prestigiosi, fino a Checkpoint Charlie: simbolo della Guerra Fredda, e passaggio fino al 1990 per chi poteva transitare tra le due Berlino, qui nel 1961 i carri armati sovietici e americani si fronteggiarono portando il mondo sull’orlo della terza guerra mondiale. Per ricordare questo storico punto, il Checkpoint Charlie è stato parzialmente ricostruito: ora c’è una guardiola con dei soldati e la copia del famoso cartello “You are now leaving the american sector”. Molto turistico.

Oggi abbiamo camminato tantissimo. La sera cena da Hackeschen hofeManngo, un ristorante Vietnamita davvero ottimo, e ci spostiamo verso gli Hackeshe Hofe. È un complesso di 8 cortili, dove si può camminare tra negozietti e bar caratteristici. Questa zona è stupenda sia di giorno che di sera.

Ultima passeggiata per ammirare Postdamer Platz illuminata: è davvero affascinante anche la sera. Una birra in un locale a tema australiano con vista sulla fontana centrale e ci incamminiamo infreddoliti verso l’albergo.

2° GIORNO

ReichstagDecidiamo di dedicare la mattina alla visita del Reichstag. Arriviamo prima dell’apertura, e c’è già una coda lunghissima. Non eravamo pronti a una coda di quasi 3 ore al freddo, ma non potevamo perdere la visita della cupola. Dietro di noi la coda continua a aumentare, menomale che siamo arrivati presto! All’interno, c’è un ulteriore coda per i controlli di sicurezza e per la salita in ascensore.

Vedere dal vivo il famoso cono di specchi è davvero emozionante. Da qui si risale una scala a spirale all’interno della cupola, che si trova proprio sopra la Sala Plenaria. Il panorama a 360° di Berlino ripaga la lunga coda.. e inoltre è gratuito, e evitiamo di dover pagare per altri punti di osservazione.

È quasi ora di pranzo, e ci spostiamo nel quartiere di Friedrichshain. Questa zona è decisamente diversa dalle altre, meno curata e rispecchia l’anima della Berlino Est.

Il muro che divideva la città non esiste più fisicamente, ma è come se fosse una cicatrice invisibile che separa ancora Berlino in due. Scendere nella metro nel Mitte e risalire in questo quartiere rende decisamente l’idea di cosa intendo. Berlino è una città sicura e controllata, ma questa zona mette un po’ di timore. Pranziamo a una tavola calda, la giornata è migliorata e fa leggermente più caldo. Menomale, la coda di stamattina ci ha messo parecchio freddo addosso!

Facciamo una passeggiata e torniamo verso il East Side Galleryfiume Sprea, all’inizo della East Side Gallery. È il tratto più lungo e meglio conservato del muro, 1300 metri trasformati in un’opera d’arte. Numerosi artisti si sono sbizzarriti scegliendo di utilizzare questi spazi per slogan politici, manifesti di idee personali, o semplicemente per mettere in risalto il proprio stile. Tra i dipinti più famosi c’è The mortal Kiss (che mostra Honecker e Breznev mentre si baciano) e Test the Rest (la famosa auto azzurra che sembra uscire dal muro).

ALEXANDER PLATZPercorriamo tutto il muro fino alla Ostbahnhof e ci spostiamo verso Alexander Platz. Questo era il centro della Berlino Est, e in questa zona ci sono moltissime cose da vedere. Appena fuori dalla metro si può vedere la Weltzeirtuhr, l’orologio con l’ora del mondo. Vicino si trova la Fontana dell’amicizia tra i popoli (dal nome impronunciabile, Brunen der Völkerfreundschaft). Qui si svolgono spesso mercatini e feste della birra, e ci sono molti centri commerciali.

Proseguendo invece dalla parte opposta della metro, si trova il Rathaus (il municipio rosso), la fontana di Nettuno (Neptunbrunnen) e sopra tutto spicca la Torre della televisione (Fernsehturm), la costruzione più alta della città (368 m). Diamo un’occhiata veloce visto che abbiamo prenotato il ristorante qui stasera!

Superiamo la torre e entriamo velocemente AQUADOMall’Hotel Radisson. La particolartià di questo Hotel è che all’interno (sopra il bar) si trova il più grande acquario cilindrico mai costruito al mondo: 900.000 litri di acqua marina, circa 2.600 pesci di 56 specie diverse. L’AquadDom dispone di un ascensore interno che ne permette la visione anche dall’interno dato che anche la cabina è stata costruita con materiale trasparente. Si può salire solo pagando il biglietto del SeaLife adiacente, ma una visita veloce vale la pena anche senza entrare.

Camminiamo fino al Duomo (Berliner Dom), la sua cupola in rame e la galleria panoramica meritano davvero.
Ci troviamo nel centro di Museuminsel, l’isola dei Musei, dichiarato Patrimonio dell’UNESCO. Si tratta di un complesso di Musei, pagando un biglietto si può avere accesso a tutti. È impossibile visitarli tutti completamente. Nell’Alte Nationalgalerie si trovano dipinti degli impressionisti, nell’Altes Museum il famoso busto di Nefertiti, nel Bodemuseum un’ampia raccolta di arte bizantina e nel Pergamon Museum l’Altare di Pergamo e la Porta di Mileto. Ci vorrebbe una settimana per vederli tutti!

torre della televisione_berlinoPer stasera abbiamo prenotato al ristorante che si trova sulla piattaforma girevole della Torre! Meglio prenotare qualche settimana prima: i tavoli sono da 8 persone, ma possono essere occupati anche da 2, quindi si riempie alla svelta.
Andiamo circa 1 ora prima, perché si paga il biglietto (10 euro) per la salita alla Torre e ci sono code per i controlli. Il Ristorante ammette massimo 10 minuti di ritardo, dopodiché la prenotazione viene cancellata.
Saliamo con l’ascensore e ci godiamo lo spettacolo di Berlino al tramonto.

Alle 20 ci fanno entrare al ristorante: che emozione! Questa piattaforma fa un giro di 360° ogni 20 minuti. Il menù è accessibile (circa 25 euro per una cena completa) e c’è anche il piano bar. Davvero un’esperienza da provare.

3° GIORNO

porta elefante_zoo di berlinoOggi fa più caldo, menomale! Abbiamo lasciato apposta la visita del parco per l’ultimo giorno sperando che non facesse troppo freddo.
Decidiamo di partire da Siegessaule, la colonna della vittoria. La nostra intenzione era salire, ma quando arriviamo scopriamo che è avvolta da un telo per restauri ed è chiusa al pubblico. Peccato!
Ci addentriamo nel TiertGarden e passeggiamo fino a una delle entrate dello Zoo. Siamo indecisi se entrare o dedicare il resto della mattina a Charlottemburg.. ma vista la giornata decidiamo di visitare lo zoo.

Le aree per gli animali sono un po’ anguste e vecchie: ci sono elefanti, giraffe, scimmie, rinoceronti, tigri, leoni e il panda Bao Bao. Knut, l’orsetto bianco, è cresciuto ormai ed è triste vederlo isolato dal gruppo e ormai trascurato. anelli_berlinoUsciamo dalla famosa Porta degli Elefanti, è ora di pranzo e compriamo qualcosa da mangiare qualcosa al volo nell’Europa Center, dove ci sono negozi, ristoranti e uffici. Mangiamo seduti sul bordo della Weltbrunnen (fontana del mondo), dove si ritrovano alcuni artisti di strada. Di fianco si trova il Kaiser-Willelm-Gedachtniskirke, chiamata dai berlinesi “il rossetto” perchè una della sue strutture dalla forma ottagonale lo ricorda. Proseguiamo verso il celebre simbolo di Berlino, i due anelli incrociati. Di fianco troviamo il KaDeWe, il più grande centro commerciale in Europa. Io sarei tentata di entrare, ma ci mancano ancora moltissime cose da vedere. Questa zona comunque ha dei negozi molto carini, più entry price rispetto ad altri, in generale ci sono tutti i marchi come H&M, Nike, Bershka.

GendarmenmarktLa stanchezza si fa sentire, siamo lontani dalla metro e prendiamo l’autobus. In qualche modo riusciamo a arrivare a Gendarmenmarkt, una zona stupenda di Berlino, dove si trovano le strutture gemelle del Duomo Francese e Duomo Tedesco, e passeggiamo fino a Bebelplatz. Al centro della piazza si trova una botola trasparente che rappresenta una biblioteca sotterranea dagli scaffali vuoti, per ricordare il primo rogo di libri voluto dai nazisti nel 1933. Questa zona è forse quella che a mio parere rappresenta meglio lo sforzo notevole di uniformare la città e renderla moderna e all’avanguardia. È tutto un cantiere per costruire nuovi palazzi e per restaurare i palazzi più antichi.

Ultima tappa della giornata è Nikolaiviertel. Questa zona si trova immediatamente dietro il Rathaus, e mi incuriosiva la descrizione della guida che la definiva “dalla patina disneyana”. In effetti sembra un mondo a parte, un po’ da fiaba, fatto di vie lastricate, piccoli musei, caffè e negozi di souvenir.

Recuperiamo i trolley in albergo, e torniamo nella missing housezona degli Hackeshe Hofe alla ricerca del Cimitero ebreo e della Missing House. Non la troverete in molte guide, si tratta di uno spazio tra due palazzi bombardati che riportano ancora i nomi di coloro che ci abitavano. Toccante.

In zona si trova il famoso ristorante di Monsieur Vuong, cucina vietnamita in un locale dall’aspetto raffinato e tappezzato delle foto dello chef, dove si gustano ottimi piatti a prezzi normali nonostante le apparenze.
È tardi, ci prepariamo per l’ultimo viaggio in metro verso l’aeroporto e decolliamo alle 22.15.
Che giornata!

Servono almeno 3 giorni per vedere Berlino, noi abbiamo concentrato tutto in queste 72 ore e alla fine eravamo davvero stanchi, ma possiamo dire di aver vissuto tutti i contrasti che questa città offre.