Home / Expo / Expo: i Padiglioni più belli

Expo: i Padiglioni più belli

InfoTop PadiglioniCosa e dove mangiareTerrazzePhoto GalleryConsigli: Expo in 1 giorno

Questa è la mia personale classifica dei Padiglioni più belli di Expo:

      1. GIAPPONE
        Padiglione Giappone, esternoIl Padiglione del Giappone è sicuramente il più coinvolgente ed innovativo.
        C’è sempre coda, quindi consiglio di visitarlo tra i primi la mattina, ma in ogni caso mettete in conto dai 45 ai 60 minuti di coda.
        Il padiglione è un incastro di 17mila pezzi di legno incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare, esteticamente molto bello, che ricorre anche all’interno.
        Il percorso è obbligato, e dura circa 50 minuti. Alimentazione bilanciata ed Edutainment sono sicuramente i temi su cui sviluppano tutte le aree. Si parte da un video molto suggestivo, con caratteri giapponesi, che da il senso della vita armoniosa che dovrebbe esserci sulla terra e tra esseri viventi. Si passa poi ad aree interattive, che tramite App spiegano piatti e ingredienti della cucina tipica. Il pezzo forte è sicuramente lo spettacolo del Ristorante del futuro, ultima tappa, che si svolge all’interno di un piccolo teatro. Qui viene messa in scena una sorta di musical, e ci si siede intorno a
        Consiglio: se volete mangiare giapponese e non spendere una follia, consiglio il jappo fast food in questo Padiglione. Velocissimo ed economico (piatti dai 5 ai 14€), una buona scelta per assaggiare piatti diversi dal solito: fagioli dolci, noodles, riso con curry e tempura.

         

      2. KAZAKISTAN
        Padiglione Kazakistan, esternoPer me la vera rivelazione dell’Expo. Il Kazakistan ospiterà la Expo 2017, e questa è sicuramente una prova ed un’occasione importante per mettersi alla prova. Purtroppo anche qui la coda non manca (circa 1 ora), ma almeno ci sono ventilatori che rinfrescano e l’intrattenimento di ballerini, musicisti e cantanti locali che rendono l’attesa più sostenibile.
        L’apertura del percorso è affidata ad un’artista che spiega la storia del Paese disegnando con la sabbia meravigliosi ritratti di momenti storici particolari, davvero suggestivo. Si passa poi all’area riguardante le risorse interne del Paese. Sapevate che i papaveri e le mele sono originari del Kazakistan? Troverete in bella mostra gli enormi esemplari di mele autoctone, con tanto di Tablet che rendono visibili coltivazioni e paesaggi a 360°. Crea non poso stupore la vasca di storioni centrale (sono bruttissimi, non li avevo mai visti), enormi pesci dal muso allungato che sono alla base dell’economia del Paese, da cui si ricavano le uova ma nel pieno rispetto della loro crescita e sopravvivenza: gli storioni vivono oltre 40 anni, e le uova vengono estratte senza uccidere gli esemplari, solo dopo i primi 12 anni di vita. Il pezzo forte del percorso è la sala cinema 3D che chiude l’esperienza in questo Padiglione facendo volare gli spettatori con occhialini 3D su tutti i panorami più belli del Paese, con un’evidente impronta turistica e pubblicitaria della città di Astan,  in vista di Expo 2017.

         

      3. BRASILE
        Padiglione BrasileLa grande attrazione di questo Padiglione è sicuramente l’enorme rete elastica sulla quale si può passeggiare osservando sotto i propri piedi una piccola rappresentanza delle coltivazioni brasiliane. Ogni giorno ospita circa 15.000 persone, quindi anche in questo caso consiglio di mettersi in coda molto presto, i tempi di attesa in media sono di 30 minuti. La mattina all’apertura non abbiamo trovato praticamente nessuno.
        Sotto la rete si trova un’area dedicata a ortaggi, piante, fiori e frutti provenienti dal Brasile (interessante, avete mai visto dal vivo la famosa Quinoa?). Nella parte interna ci sono video e aree interattive interessanti, che spiegano nel dettaglio l’economia agro-alimentare del Brasile.

         

      4. COREA
        Padiglione Corea, esternoLa Corea è sicuramente il Paese che ha più marcatamente affrontato il tema della malnutrizione. Il tema è chiarissmo: “Sei ciò che mangi”.
        La struttura esterna, di un colore bianco uniforme, si ispira al “vaso luna” (moon jar), una ceramica tradizionale coreana. Il percorso inizia con una domanda: “Quale piatto ti piace di più?”. Lungo tutte le pareti centinaia di scritte in nero in rilievo su sfondo bianco richiamano tutti i piatti più famosi del mondo.
        Si entra nel primo spazio, dedicato alle abitudini alimentari dell’uomo moderno e alle conseguenze negative di un’alimentazione scorretta, come l’obesità o lo spreco di cibo. La Corea sceglie immagini dirette e crude molto coinvolgenti, giocate sul contrasto bianco e nero, come proiezioni di uomini in sovrappeso che ondeggiano su sfere bianche e nere, e un ologramma di un bambino denutrito a fianco di un albero bianco.
        Tutto quello che segue nel percorso risulta quasi ridonadante e superfluo. Si parla di Hansik, il modello della tradizione coreana, composto da piatti equilibrati che tengono in considerazione numerosi aspetti, come la stagionalità e l’alternarsi di colori diversi, rappresentato in un video  “Sinfonia del cibo” affidato a braccia meccaniche che illustrano la cucina coreana. Si supera la grande giara (in coreano ‘onggi’) per la conservazione di condimenti a base di soia, e l’ultima sala con una distesa di onggi, sui quali sono proiettati diversi cibi della tradizione Hansik.
        Alla fine del percorso si trova il ristorante con molti piatti sfiziosi ed invitanti.

         

      5. OMAN
        Padiglione Oman, esternoIl tema principale del Padiglione dell’Oman è l’acqua, la risorsa più importante al Mondo.

        L’Oman è situato in una delle zone più aride del pianeta, la scarsità di acqua e la corretta distribuzione delle risorse idriche è diventata una priorità del Sultanato.
        Il padiglione racconta la cura con cui gli omaniti tutelano, gestiscono e custodiscono l’acqua, preziosa risorsa vitale. All’interno viene riscostruita la tipica casa del Sultanato, e si passa poi ad un percorso attraverso le principali risorse economiche di questo Paese: la pesca, i datteri, il miele e le rose, utilizzate sia nella cucina sia nella cosmesi. Diverse installazioni con schermi e proiezioni spiegano nel dettaglio tutti i processi che portano ad utilizzare al meglio tutti i prodotti di questa terra.

         

      6. PADIGLIONE ITALIA
        Padiglione Italia, esterno“Palazzo Italia” è un inno ai nostri borghi, alle nostre bellezze architettoniche, ai panorami e alla forza tutta italiana di ricominciare anche nelle difficoltà. Ha davvero poco a che fare con il tema principale di Expo però: pochi alle nostre risorse agricole, alle nuove tecnologie che ci hanno aiutato negli anni a distribuire meglio le risorse idriche, alla presenza delle piccole medie imprese che mantengono vive le tradizioni alimentari nei secoli. Tutto quello che riguarda la vastissima differenza delle nostre regioni è relegato in un vivaio con una riproduzione dell’Italia e i diversi tipi di terra e coltivazioni da Nord a Sud (la Potenza del Futuro).
        Si parte da “La Potenza del Saper Fare”: 21 personaggi raccontano storie di professionalità applicata degli italiani, in arte e manualità, che hanno trovato soluzioni facendo impresa, imprenditori che hanno saputo dare vita ad imprese lungimiranti puntando sulle risorse interne come olive, liquirizia, vigneti.
        Il fulcro del Padiglione è la Sala degli specchi (“La Potenza della Bellezza”), che fanno sentire lo spettatore immerso nelle proiezioni dei borghi e dei panorami italiani. La Potenza del Limite è invece l’area dedicata, oltre alla speciale realizzazione dell’Albero della Vita, storie di impresa agricola, agroalimentare, artigianale che racconteranno la più specifica delle grandezze italiane, la capacità di esprimere il meglio di noi nelle circostanze più proibitive. Viene spiegato ad esempio come dalle bucce della frutta si possano ricavare fili per tessuti, o che alcuni alberi da frutto come il fico saranno la base dell’alimentazione del futuro.

         

      7.  CINA
        Padiglione CinaIl Padiglione Cina esteriormente è uno dei più imponenti, e le installazioni all’interno non sono da meno. La seconda economia mondiale, con una popolazione di oltre 1 miliardo di persone, ha scelto di ricordare la convinzione della filosofia cinese che “l’uomo è parte integrante della natura”, illustrare le tradizioni culturali e i progressi nell’agricoltura, e presentare gli sforzi per assicurare cibo a sufficienza, buono e salutare (per chi ha visitato la Cina tutto questo risulta a volte un paradosso rispetto alla realtà, vedi lo speciale Cina). Il filo conduttore è la ricerca di equilibrio tra gli esseri umani e l’ambiente, tra l’umanità e la natura. L’installazione più bella si trova nell’area “Terra”, dove migliaia di led richiamano i campi  di grano.

         

      8. QATAR
        Padiglione Qatar
        Devo confessare che non mi aspettavo molto da questo Padiglione, e sono entrata solo perchè mostrando una foto su Twitter con l’hashtag #QatarPavillion viene dato un gadget all’interno (una borsetta ricamata).
        Anche per questo Paese emerge la volontà di ripresa e le enormi risorse stanziate per farlo. Il Qatar è un paese desertico, e per l’approvvigionamento idrico il Paese ha investito sulla desalinizzazione dell’acqua del mare, mentre per l’approvvigionamento di risorse alimentari ci si affida quasi completamente alle importazioni. La cultura del “vivere sano” viene mostrata già nella prima Sala con un tavolo imbandito di pietanze tradizionali e tablet che spiegano ricette e piatti.
        Il percorso si chiude scendendo a chiocciola intorno ad un enorme installazione led che richiama l’albero della vita in cui sono proitettate tutte le risorse e le bellezze del Qatar.
      9. PADIGLIONE ZERO
        Padiglione zero, esterno
        L’inizio di tutto il percorso Expo è proprio questo Padiglione. L‘ingresso è trionfale, con un’installazione tutta in legno che rappresenta tutto il sapere con libri, cassetti, statue. Tutta la visita risulta immersa in un’oscurità un po’ troppo ingombrante per me, che lascia inquietudine piuttosto che emozioni positive.
        L’impressione è che nessuno dei temi (memoria, natura, futuro) sia davvero approfondito al meglio, e onestamente forse è tutto troppo “elevato” e da interpretare piuttosto che esplicitamente espresso. Non so quanto questo modo di comunicare risulti così chiaro alla maggior parte dei visistatori, soprattutto agli stranieri.

        10. AZERBAIJAN
        Padiglione Azerbaijan
        Un Padiglione colorato, interattivo e su più piani che mostra in un’installazione ispirata ad un mercato tutte le risorse del Paese.
        Il tema è proprio Protezione dei cibi biologici e della biodiversità per le generazioni future.
        Il percorso si snoda attraverso tre sfere di vetro su diversi livelli che rappresentano tre diverse biosfere: paesaggi, zone climatiche azerbaigiane, culture tradizionali e innovazione, in cui vengono mostrate le risorse naturali, agricole e produttive del Paese. Al centro si trova la sagoma di un albero rovesciato fatto di lamelle di legno di diverse dimensioni.