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Cuba

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Un viaggio a Cuba è come un salto di 60 anni nel passato. Cuba è di una bellezza decadente ma attraente, un miscuglio di colori e paesaggi che spaziano dal mare alle coltivazioni, dalle montagne alle città.

Se penso a cuba mi vengono in mente 4 cose in particolare: la musica, la gente, le macchine, la rivoluzione.

La musica risuona in ogni posto e in ogni modo. Dalle auto, dalle case, dai cellulari che iniziano a diffondersi sempre di più. E si balla sempre, salsa in particolare, appena parte il ritmo i piedi si muovono e grandi e piccoli si fanno prendere dalla musica. I musicisti per strada sono meno di quelli che pensavo, e in ogni caso un elemento dei gruppi sono le signore che riscuotono monete se si ascolta anche solo per un secondo una canzone.

I cubani sono la vera attrazione di cuba a mio avviso. Sbirciano dalle inferiate, si parlano dai balconi, stanno seduti sui gradini delle case e si guardano intorno pigri fumando o ascoltando musica. L’inerzia è sicuramente un tratto che ha accomunato i cubani che abbiamo visto in tutto il viaggio. Vivono alla giornata ma quello che ho notato è che sono tutti alla stesso livello, il regime ha praticamente azzerato le differenze, per cui è raro vedere persone molto povere. In ogni caso non sono pressanti, scendendo verso sud è più facile che vi chiedano soldi o sapone, ma sempre con dignità. Le famiglie sono portate avanti dalle donne, forti e fiere anche dei loro fisici possenti, che si trascinano in ciabatte per strada e osservano il via vai dietro le finestre con i bigodini in testa.

CUBA, HAVANALe macchine sono dei dinosauri a motore, hanno dai 50 ai 60 anni e grazie modifiche e controlli costanti reggono bene il tempo. Però inquinano, e tanto, quindi il ricordo di Cuba è anche legato all’aria satura di scarichi e macchine che lasciano una scia nera mentre compiono l’ennesimo chilometro di non si sa quanti. All’interno sono scotchate, risistemate, tenute insieme da tecniche di dubbio gusto, ma tanta ammirazione per lo sforzo che compiono per mantenerle in vita. In fondo, cos’è cuba senza uno scorcio dell’havana con una vecchia Chevrolet?

I segni della rivoluzione sono in vecchi murales sbiaditi e in cartelli propagandistici che nel cuore del Paese assomigliano più a mantra da inculcare che a idee davvero condivise. Il Ché è un po’ ovunque, su vecchi cappelli e nelle canzoni, mentre le frasi di Fidel sul lavoro e dell’istruzione campeggiano vicino alle scuole e in modo prepotente nei paesini che pian piano si trovano più si va verso il centro o il sud dell’isola. Parlando con le persone ho notato un po’ di insofferenza verso alcune idee, come l’impossibilità fino a poco tempo fa di avere un cellulare o di poter uscire dal paese, cosa che ora Raul sta consentendo con il tempo. Ma in generale questo regime è ormai radicato nella testa delle persone, e devo dire che una democrazia repentina o un’apertura non graduale forse sarebbe un problema per certi versi, creando molte differenze senza una base solida di informazione e cultura diffusa.

Ecco qualche informazione pratica per un viaggio a Cuba:

Fuso orario: 6 ore meno rispetto all’ora italiana, il paese utilizza l’ora legale nello stesso periodo dell’Italia.

Lingua: La lingua principale adottata è lo spagnolo. L’inglese è parlato poco, quindi consiglio almeno un’infarinatura delle frasi comuni più utili.

Documenti: I viaggiatori di nazionalità italiana, così come tutti i visitatori stranieri che arrivano a Cuba per motivi turistici, devono essere in possesso di un visto turistico generalmene noto come ‘tarjeta de turista’. Questo documento è valido 30 giorni ma può facilmente essere prolungato per altri 30 giorni. La tarjeta de turista è rilasciata dalle rappresentanze cubane all’estero, io mi sono rivolta a un’agenzia di viaggi di Milano che spedisce il tutto a casa. Per richiederla dovrete presentare anche il passaporto con una validità residua di almeno sei mesi e il biglietto aereo di andata e ritorno o di proseguimento del viaggio, oltre all’assicurazione sanitaria che dal 2010 è obbligatoria per entrare a Cuba. La polizza deve essere emessa da compagnie assicurative riconosciute a Cuba, per cui prima di acquistarla anche online verificate che sia nella lista aggiornata.

Quando andare e clima: La stagione calda e piovosa va da maggio a ottobre, ma l’inverno (da dicembre ad aprile) corrisponde all’alta stagione turistica. Natale, Pasqua, 1 Maggio e il periodo intorno al 26 luglio, in occasione dell’anniversario della rivoluzione, sono molto affollati.

Valuta: per gli stranieri la valuta utilizzata è il Peso convertibile (CUC). Il cambio è di 1 a 1 con gli euro (1 Euro = 1 CUC). I cubani invece usano i pesos (CUP), che valgono circa 24 volte meno dei CUC. Attenzione al resto!
Conviene portarsi denaro contante da cambiare negli uffici preposti.

Elettricità: Serve l’adattatore universale a lamelle piatte a 110 volt. Consiglio un phon da viaggio con il doppio voltaggio, per il resto gli altri dispositivi si caricano correttamente.
Negli hotel si trova di solito la corrente anche a 220 volt con spine modello europeo. I blackout sono abbastanza frequenti.

Vaccinazioni: Le vaccinazioni non sono richieste e non sono obbligatorie. Io consiglio Epatite e anti-tetanica prima di partire.

Ufficio del turismo a Cuba: cuba-si.it