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Sri Lanka: Diario di viaggio

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Piantagioni di tèDello Sri Lanka ti restano in mente milioni di ricordi: il primo è il verde, fatto di palme, piantagioni di tè, risaie e fiori di loto. Il secondo è un popolo, a volte pieno di contraddizioni, fortemente radicato alle tradizioni e ai riti ma anche aperto al turismo e al futuro, dove un po’ tutti sanno almeno l’inglese e riescono ad aiutarti. Il terzo è il senso di famiglia che ho provato con alcune persone, in particolare con Upa, il nostro tour operator, che ci ha fatto sentire parte di una grande famiglia. E infine c’è la dignità di un popolo che ha subito il disastro dello tsunami ma si è rialzato più forte e deciso, che ha superato una guerra civile, che ha vissuto epoche di colonie europee ma accoglie tutti allo stesso modo. E grazie a scuola e ospedali gratis e alla tutela e alla salvaguardia del proprio territorio e delle proprie unicità investe sul futuro e su un’economia che si autosostenta grazie alla ricchezza della terra: Sri Lanka, terra ricca.

Ecco il mio Diario del nostro viaggio in Sri Lanka.. impressioni, colori, esperienze che ci hanno arricchito moltissimo. Spero possa essere utile per alcuni spunti di viaggio!

1° GIORNO: ITALIA – SRI LANKA – NEGOMBO
2° GIORNO: NEGOMBO – POLONNARUWA – DAMBULLA
3° GIORNO: ANURADHAPURA – DAMBULLA
4° GIORNO: SIGIRIYA – DAMBULLA
5° GIORNO: KANDY
6° GIORNO: KANDY – NUWARA ELIYA
7° GIORNO: HORTON PLAINS – ELLA – TISSAMAHARAMA
8° GIORNO: YALA NATIONAL PARK – MIRISSA
9° – 12° GIORNO: MIRISSA

1° GIORNO: ITALIA – SRI LANKA – NEGOMBO / 1° Gennaio
Il volo e’ lungo e dormo poco..il capodanno passa quasi inosservato,con un breve messaggio del pilota dal tono annoiato. Lo scalo a Dubai e’ eterno, abbiamo 3 ore e ci guardiamo intorno in questo posto surreale, scalo di tantissimi voli e culture. Ci spostano il gate,e camminiamo 20 minuti prima di arrivare. Sul volo scopriamo un ulteriore scalo a Male (Maldive). Dall’alto la vista e’ incredibile. Finalmente arriviamo, Upa (il titolare del tour operator) e Ashoka (la nostra guida) ci aspettano. Il traffico verso Negombo mi riporta subito nel classico caos dell’est, qui i tuk tuk si insinuano dappertutto e la guida a sinistra confonde ancora di più. Ci sono cani randagi ovunque, moto, bici, pullmini carichi di persone, e gli inconfondibili clacson, sempre. Negombo e’ immensa,ha 320 mila abitanti (di notte,sottolinea Ashoka). Arriviamo al Paradise Village, un hotel tranquillo, e mangiamo con Upa per parlare degli ultimi dettagli del tour. Io non ho per niente sonno, nonostante il viaggio lunghissimo, e questo hotel sulla strada è un inferno di clacson e rumori..

2° GIORNO: NEGOMBO – POLONNARUWA – DAMBULLA / 2 Gennaio:

Mercato del pesce a NegomboAshoka ci aspetta alle 8 per partire verso Polonnaruwa. Decidiamo di fare una piccola deviazioni per vedere il mercat del pesce a Negombo. Il posto è stranissimo (e la puzza di pesce è forte..), ci sono i pescatori sulla spiaggia e un mercato dove si vende il pesce appena pescato un po’ stile “asta”. Restiamo poco, ci aspettano 4 ore di strada e bisogna rispettare i limiti, non si va mai sopra i 60 all’ora.. Facciamo una sosta a meta’ strada e ci imbattiamo in un matrimonio.. ne’ l’abito della sposa ne’ quello dello sposo sembrano particolarmente comodi, ma quello dello sposo ricorda un po’ la divisa dei toreri (in realtà ci spiegano che si ispira ad un antico re Kandyano). Prendiamo qualche cracker per pranzo e finalmente alle 14.30 siamo a Polonnaruwa. Il biglietto costa 20 euro a persona, di certo non e’ economico. Tutti i luoghi di culto buddisti si visitano senza scarpe: non è comodissimo dato che la pietra è piena di piccole punte e molte zone erbose sono ancora bagnate dalla pioggia.

Polonnaruwa: statua di Buddha in granitoDopo la visita al museo archeologico, visitiamo le rovine del palazzo imperiale, pagode buddiste e templi induisti, fino alle 4 grandi statue di Buddha in granito. Trovarsi di fronte queste statue è davvero suggestivo!! Raccomandazione: mai fare foto da “turisti” dando le spalle a Buddha, le guardie e i buddisti vi riprenderanno sicuramente ed è un gesto molto scrotese per loro. Terminiamo la visita all’ultimo stupa in una zona archelogica tutta ricoperta di verde, fino alla vasca di loto. Cani e mucche sono una costante. Riprendiamo l’auto per Dambulla, ci aspettano altre 2 ore di auto. I siti chiudono alle 18, un po’ perche’ c’e’ gia’ buio, ma anche perche’ a quest’ora escono dalle foreste gli elefanti per cercare cibo. Mi sembra strano, e invece ne vediamo almeno 4 o 5 proprio sul bordo della strada, accanto alle macchine, liberi mentre cercano da mangiare. In alcuni punti, soprattutto vicino ai parchi, ci sono recinti elettrificati per evitare che distruggano case e coltivazioni. Ceniamo con riso e pollo al curry decisamente speziati!!  Io per ora sono insonne, tra il jet lag e i rumori della natura che mi sorprendono ogni volta.

3° GIORNO: ANURADHAPURA – DAMBULLA / 3 gennaio

AnuradapuraDiluvia. Qui quando piove, piove sul serio.. sembra che qualcuno dall’alto rovesci acqua a fiumi! Ci mettiamo in macchina,verso Anuradhapura: ci vorranno 2 ore, ma il meteo purtroppo non cambia. Quando arriviamo paghiamo 20 euro di ingresso, e entriamo nella prima pagoda. Ci sono tantissime scimmiette! Anche qui dobbiamo toglierci le scarpe, e la situazione si fa complicata da affrontare.. in terra ci sono fiumi di acqua, scarabei, spillette di sari (il tipico vestito portato dalle donne) e la pietra e’ scivolosa. Da qui, dobbiamo fare altri 500 metri verso il ficus religioso, sempre senza scarpe. Non posso nemmeno fare fotografie perchè piove a dirotto.. Quando arriviamo Ashoka ci spiega che la gente, quando ha un oroscopo negativo, viene qui per 7 giorni e ricopre una moneta con del tessuto per legarla davanti all’albero e pregare per il periodo negativo. Ieri ci spiegava che qui credono molto nell’oroscopo, l’astrologo lo prepara e si legge ogni 5 anni circa. Anche il matrimonio tra due persone  si celebra solo se le 2 persone hanno almeno 64 punti in comune, altrimenti non si può fare. Proseguiamo per altri templi di buddha, sempre senza scarpe e questa volta all’interno di un piccolo bosco, verso i resti delle vecchie abitazioni dei monaci e le piscine gemelle.

Polonnaruwa: pietra di lunaQui c’e’ la pietra di luna più bella dello Sri Lanka, che racchiude la filosofia del buddismo. Il primo circolo raffigura il fuoco, e cioè i problemi dell’esistenza. Poi ci sono 4 animali nel secondo cerchio: elefante (nascita), cavallo (sofferenza), leone (vecchiaia) e mucca (morte). Poi una grossa liana,simbolo del peso dell’invidia e sentimenti negativi.
Poi un’anatra 8o cigno), perche’ quando caccia prende sia l’acqua sia il pesce, ma poi ha la capacià di tenere solo il pesce, ed e’ quindi simbolo degli insegnamenti di Buddha. Quindi vi è un altro circolo di rampicanti, ma più sottile, perchè avendo intrapreso la propria strada i desideri diminuiscono. Infine troviamo i petali del fiore di loto, che rappresentano il Nirvana.
Nel ritorno prendiamo crackers e bananine per strada, spendendo sempre circa 1 euro in due.
Arriviamo a Dambulla, per visitare le grotte. (Ingresso 10 euro) La salita e’ di circa 10 minuti, ci sono tantissime scimmie di fianco a noi.
DambullaIl tempo non e’ ancora bello, e ci ritogliamo le scarpe per visitare queste grotte antichissime. Ashoka ci spiega la storia e i nomi dei re (con dei nomi davvero improponibili da ricordare per noi occidentali 🙂 ), ci sono oltre 100 statue, tra cui alcune enormi che rappresentano Buddha che riposa (coricato con i piedi non allineati) o al momento della morte (coricato con i piedi allineati). I soffitti sono tutti dipinti, e in alcuni punti sono rovinati dall’umidita’ e dal tempo. Ashoka ci compra i vade, polpettine di lenticchie super speziate che abbiamo scoperto ieri..buonissime! La sera smette di piovere, finalmente.

4° GIORNO: SIGIRIYA – DAMBULLA / 4 Gennaio
La mattina ci prendiamo un attimo di pausa, non dormo da 3 giorni e non me la sento di affrontare la scalinata che ci aspetta oggi.. Ci muoviamo appena dopo pranzo, mentre sta uscendo finalmente un po’ di sole. SigiriyaCi spostiamo verso Sigiriya, conosciuta anche come Lion Rock, dominata da una massiccia colonna rocciosa alta quasi 200 metri. In cima alla roccia si trova la cittadella, un palazzo fortificato costruito da parte del re Kasyapa (477 – 495 d.C.). Secondo la leggenda, re Kasyapa aveva usurpato il trono del fratello e, temendo la sua vendetta, decise di costruire un palazzo fortificato proprio sul massiccio roccioso di Sigiriya, considerato inespugnabile. Il sovrano creò una residenza di eccezionale splendore durante gli undici anni di permanenza e decise di stabilirvi la capitale del proprio regno. Il fratello tradito riuscì poi a riprendere il trono e ad essere incoronato re, riportando la capitale del regno a Anuradapura, e trasformando la fortezza di Sigiriya in un monastero.
La salita è abbastanza impegnativa, sono 1200 scalini di cui la meta’ sono in ferro battutto (mezzi rotti) sospesi neel vuoto. SigiryaE’ emozionante salire fino in cima, oltre le zampe di leone che annunciano l’ultima salita: in alto si trovano i resti della città antica, con una piscina e molti resti di mura e cortili. In un tratto della salita è ancora possibile vedere alcuni affreschi (prevalentemente di donne) che decorano le superfici della roccia. Qui c’è vento e scende velocemente la nebbia. Scendiamo, ci prendiamo un bel succo al mango e torniamo in hotel.

5° GIORNO: KANDY / 5 Gennaio
Oggi si parte per Kandy, ci vogliono circa 3 ore di macchina. A metà strada ci fermiamo allo Spice Garden, un posto decisamente turistico ma che vende prodotti naturali che non si trovano altrove. Una guida tamil (che ci tiene a sottolineare spesso la sua provenienza) ci mostra varie piante e usi, come ad esempio la cannella, lo zenzero, la vaniglia eccetera. Alla fine vengono presentati i prodotti, e abbiamo anche un massaggio gratis alla schiena. Acquistiamo un po’ di prodotti naturali interessanti, soprattutto per la pelle e le vie respiratorie.
Ripartiamo, e arrivati a Kandy approfittiamo del bel tempo per visitare i Giardini di peradenyaGiardini di Peradenya, un tempo giardini imperiali e adesso convertiti in giardino della città. Si tratta di 37 ettari di giardini molto curati, dove si possono incontrare scimmie, scoiattoli, merli, e infine volpi volanti: occupano tutti gli alberi vicino al fiume e questi enormi pipistrelli appesi fanno un po’ impressione e fanno versi inquientanti! Molto interessanti le agavi, le palme, i bamboo giganti e una serra dedicata alle orchidee. La passeggiata richiede circa 2 ore, e ce la siamo davvero goduta.
Subito dopo visitiamo una famosa gioielleria, dove ci spiegano l’estrazione delle pietre preziose. Io mi faccio conquistare dallo zaffiro rosa dello Sri Lanka, montato per l’occasione su una montatura scelta da me. Sarà pronto domani, e proseguiamo visitando un negozio dove ci spiegano la lavorazione del batik (le famose tele dipinte) e un altro dove lavorano il legno. Forse queste soste sono un po’ “turistiche”, ma è bello poter contribuire a mantenere in vita queste attività artigianali.
Danzatore_sri lankaSono quasi 5.30 e andiamo ad assistere ad uno spettacolo di danze locali: avendo acquistato in gioielleria, lo spettacolo per noi e’ gratis 🙂 Le danze durano circa 1 ora, e devo dire che colpiscono di più i costumi maschili di quelli femminili.. sono davvero ricchi e diversi da ogni costume abbiamo mai visto, sono composti da gonne lunghe, cappelli a punta, grandi orecchie d’argento e pettorine decorate. Torniamo in hotel, la camera e’ molto bella e la terrazza ha un panorama mozzafiato sulla valle illuminata.

6° GIORNO: KANDY – NUWARA ELIYA / 6 Gennaio
Dopo colazione andiamo subito al tempio del Sacro dente di Buddha. Qui infatti e’ custodita la reliquia di Buddha più importante di tutto lo Sri Lanka, arrivata qui dopo secoli di peregrinazioni e sempre difesa dai monaci nei vari spostamenti. Il dente e’ contenuto in uno scrigno all’interno di altri 6 scrigni, che vengono aperti una volta ogni 5 anni. La porta che mostra lo scrigno principale tempio del Sacro dente di Buddha_kandyviene aperta 3 volte al giorno. Manca mezz’ora all’apertura, la coda e la ressa sono impressionanti. Ci mettiamo in coda, il passaggio e’ davvero velocissimo. Ci sono molte persone che portano offerte come fiori e riso, altre portano pacchi per i monaci con vesti e riso. E’ perfino difficile muoversi in mezzo a tutta questa gente, usciamo dalla ressa e visitiamo i 2 musei sulla storia del tempio e del dente e sulle varie manifestazioni. C’è anche l’elefante imbalsamato che per più tempo ha portato in processione l’urna. Intorno al tempio ci sono numerosi templi minori. Vicino si trova un lago molto carino, e facciamo una breve passeggiata. E’ ora di ritirare il mio anello, dopo una breve attesa ritiro il mio gioiello e si riparte, direzione Nuwara Elya.
Raccolta del tèDopo la prima ora di strada iniziamo ad essere circondati dalle piantagioni di tè, una delle cose che più mi ispirava di questo viaggio..infinite, sono circa 10mila km2, e il tè rappresenta quasi il 30% dei profitti dell’intero Paese. Scherzando, dico alla nostra guida che qualcosa di buono gli inglesi l’hanno lasciato. Ci sono 3 tipi di coltivazioni: low, medium e high grown, dai 1000 agli oltre 1700 metri di altitudine. Esistono diversi tipi di tè, i più’ pregiati sono il silver e il gold tips, ovvero quelli che provengono dalle foglioline appena sbocciate. Poi esistono il green tea, il Bop, il BopFn dust eccetera. Ci fermiamo nella high grown per visitare la fabbrica Bluefield Tea Gardens (a Ramboda), e acquistare del buon tè. Una ragazza dell’azienda ci accompagna in un tour, siamo impressionati dal processo che comporta!! Dalla raccolta alla produzione finale il lavoro è quasi tutto manuale. Nelle terre, che sono di proprietà solo di singalesi, lavorano principalmente persone tamil. Facciamo una bella scorta di tè, e continuiamo verso Nuwara Elya dove visitiamo il mercato di frutta e verdura. In realtà si trovano anche carne e pesce, e l’odore è fortissimo.. Facciamo un’ultima sosta sul lago e andiamo in hotel. Non e’ certo il migliore tra quelli dove siamo stati, ma per una notte puo’ andare.. domani sveglia alle 4.30, si parte per Horton Plains.

7° GIORNO: HORTON PLAINS – ELLA – TISSAMAHARAMA / 7 Gennaio
Ore 5: Decidiamo di partire per Horton Plains e World’s end, nonostante il tempo sia disastroso e la nostra guida non sia d’accordo. Diluvia, e camminare per 10km su rocce e sentieri in queste condizioni ci preoccupa un po’. Ci vuole 1 ora di furgoncino su una strada sterrata in condizioni pessime per arrivare all’ingresso. Qui c’è nebbia e una pioggerella fastidiosa. Vediamo subito 2 sambuer deer all’entrata, e iniziamo il nostro percorso. Si puo’ fare in senso orario o antiorario, e noi seguiamo quello orario. Ci accorgiamo subito di quanto il tempo sia variabile qui, si passa dalla nebbia al timido sole alla pioggia in pochi secondi.
World's endLa prima tappa e’ il Little World’s end, la Lonely Planet diceva che spesso c’è nebbia e non si vede nulla, e invece la vista oggi è a perdita d’occhio e toglie il fiato! Procediamo per World’s end, non c’è un vero e proprio sentiero e ci sono poche persone in giro, ma rocce e strade sterrate che oggi sono molto scivolose con la pioggia. Finalmente eccoci: arriviamo verso le 8 del mattino, e la vista e’ incredibile.. un dirupo a picco sulla valle, e una vista su tutte le montagne ancoraimmerse nelle nuvole. Siamo contenti di aver seguito l’istinto perchè merita davvero. Il resto del percorso porta alle Baker’s fall e alla Chomney falls, e camminiamo tra ruscelli, piante, piccole cascate e piccole foreste. In alcuni punti il sentiero e’ abbastanza impegnativo, ma si puo’ fare tranquillamente, anche senza guida. Torniamo all’ingresso perchè ci aspetta un tratto in treno!
Treno per EllaDobbiamo andare a Nanu Oya per prendere il treno che ci porterà a Ella, ma la nostra guida scopre che a una stazione prima, Pattipola, il treno precedente è in ritardo e possiamo prendere quello. Il biglietto costa 140 rupie in 2, nemmeno 1 euro! Aspettiamo più di 1 ora, tra cani in cerca di coccole e altri turisti con cui facciamo amicizia. In effetti finora non siamo riusciti ad interagire molto con nessuno..incontriamo due italiani, una coppia canadese, un tedesco e un inglese e il viaggio trascorre (molto lentamente) tra foto affacciati dalle carrozze (qui si viaggia con porte e finestrini aperti) e panorami mozzafiato in mezzo a foreste e piantagioni di tè. Finalmente, dopo ore di ritardo, arriviamo a Ella dove ci aspetta la nostra guida: si viaggia verso Tissamarana, un percorso di 2 ore sotto il diluvio. L’hotel è carino, immerso nel verde. Speriamo proprio che domani smetta di piovere, o niente safari.

8° GIORNO: YALA NATIONAL PARK – MIRISSA / 8 Gennaio
Ci alziamo alle 4.30, e fuori ci sono le stelle.. Per fortuna!! Alle 5 si parte su una jeep tutta per noi, enorme. Ci vuole un’oretta per arrivare a Yala, e dopo aver preso i biglietti, altri 20 minuti. Senza jeep questa strada sarebbe impossibile! Gli autisti si lanciano in sorpassi assurdi, su strade piene di buche e di mucche.
All’ingresso vediamo tanti pavoni, anche sugli alberi, bufali che Elefantefanno il bagno e tanti ibis. Riusciamo a vedere tucani, pellicani, scimmie, cervi, galli singalesi e manguste. Qui e’ proprio diverso dall’Africa, gli animali vanno scovati in un verde fittissimo. Ci fermiamo per una sosta sul mare, dove si trova un monumento in ricordo dei morti dello tsunami del 2004: il ristorante e’ stato spazzato via, sono morte oltre 20 persone, mentre gli animali si sono messi in salvo. Arriviamo nella zona dove di solito si avvistano i leopardi, ma probabilmente si nascondono perche’ c’e’ troppa acqua dovuta alle piogge di questi giorni. Peccato, ci tenevamo tanto! Verso 11.30 torniamo in hotel, e si parte per il mare.. siamo stanchi e ci vuole davvero un po’ di relax! Ci vogliono circa 3 ore, e appena arriviamo sentiamo subito un caldo incredibile e umido.. ci saranno 40 gradi!! La guida ci porta in un ristorantino che sembra un postaccio, e invece si mangia benissimo! Spendiamo 1100 rupie in 3 per fried rice e acqua, ottimo!
Spiaggia MirissaSalutiamo Ashoka, e finalmente spiaggia!! Mirissa sembra uscita da un film, gli edifici sono costruiti in modo da non essere visti dalla spiaggia, che e’ molto ampia e costeggiata da palme. Qui nessuno stressa per acquisti o gite, è puro relax!
Andiamo a cena in hotel, ma diciamo che fa davvero pena.. L’hotel e’ molto bello, ma il ristorante non e’ all’altezza. Ci incamminiamo sulla spiaggia, dato che il paese muore dopo le 7.. e scopriamo che sulla spiaggia ci sono decine di ristoranti illuminati da candele con banchi di pesce fresco e aragoste! Che meraviglia, da domani si cena in spiaggia!

9° GIORNO: MIRISSA / 9 gennaio

GalleLa mattina trascorre in spiaggia, fa un caldo incredibile e il mare è molto bello, anche se non vediamo pesci ed è sempre un po’ mosso verso riva. Dopo pranzo decidiamo di visitare Galle, roccaforte olandese a circa 1 ora di pullman da Mirissa. L’esperienza in bus è indimenticabile, si sale quasi al volo e non c’è quasi mai posto, con 100 rupie in 2 si arriva a Galle. In genere la zona intorno all’autista e’ ricoperta di immagini di buddha, le casse sparano musica locale e fa un caldo assurdo. A tutto questo si aggiunge la guida a dir poco sportiva dell’autista, che supera di prepotenza tuk tuk e mucche e evita per miracolo cani e persone. Galle ci delude un po’, le mura sono carine ma sono spesso interrotte, c’è una chiesa vicino al mare, il faro e qualche negozietto. Dopo 1 ora di tour ritorniamo a Mirissa. Stasera aragosta! Qui costa 4000 rupie al kg, circa 25 euro.

10° GIORNO: MIRISSA / 10 gennaio

Whale watchingSveglia prima delle 6, oggi si parte per il whale watching! Abbiamo scelto insieme ad Upa una barca più grande rispetto alle offerte locali, ce lo consigliano un po’ tutti per sicurezza, anche se costa quasi il doppio delle offerte che abbiamo visto, 6500 rupie. Dopo 1 ora di navigazione al largo avvistiamo i primi spruzzi: diciamo che le immaginavo più vicine, bisogna aguzzare gli occhi e avvicinarsi fino a quando le balene mostrano la coda e si aspetta altri 15 minuti prima che risalgano. Ne avvistiamo una decina, una molto vicina, e fa impressione vedere quanto sono grandi! Dopo 2 ore ritorniamo, inizia a diluviare e anche nel pomeriggio il tempo purtroppo non migliora..
Stasera a cena prendiamo il red snapfish, un pescione di quasi 1 kg! Il cielo e’ ricoperto di stelle,speriamo che domani ci sia il sole..

11° GIORNO: MIRISSA / 11 Gennaio

Barca, WeligamaAnche oggi purtroppo c’è nuvolo, tentiamo di stare in spiaggia ma piove e non fa caldissimo. Dopo pranzo (rice & curry, ormai non ne possiamo più) decidiamo di fare una gita a Weligama, paese di pescatori a circa 10km. Piove a dirotto e optiamo per un tuk tuk, visto che non siamo ancora saliti. L’esperienza è da provare, gli autobus sfrecciano a velocita’ assurde di fianco a noi. Weligama e’ un paesino carino, con negozietti e tanti spunti per fotografare. La spiaggia con le barche dei pescatori è davvero tenuta male, è sporca e tutto viene lasciato dov’è. In fondo si trovano le scuole di surf, e le onde e il fondale sabbioso fanno scegliere questa spiaggia a decine di surfisti. Per 3 giorni ho cercato di avvistare i famosi pescatori sui trampoli, ormai simbolo dello Sri Lanka, sono riuscita a vederene alcuni dal pullman ma non sono riusicta a fotografarli purtroppo.. Fortunatamente ha smesso di piovere, i bus sono pieni e ritorniamo in tuk tuk verso l’hotel.
Dopo cena anche stasera ci troviamo con la coppia di italiani conosciuta in treno, e la serata passa tra racconti di esperienze di viaggio. Stasera è l’ultima sera, è l’ora dei saluti purtroppo.